09 gennaio dalle ore 17:00 alle ore 20:00
10 gennaio dalle ore 10:00 alle ore 13:00
Un viaggio nei riti e nelle tradizioni popolari del Meridione attraverso musiche e danze ancestrali, dalle funzioni terapeutiche e catartiche, tramandate nei secoli fino ai giorni nostri. I ritmi del sud aprono profondi dibattiti antropologici sulle dicotomie “sacro e profano”, “dionisiaco e apollineo”, quindi sui riti pagani e cristiani. L’universo etnico contiene elementi che aiutano a ritrovare la propria dimensione individuale attraverso un’esperienza collettiva. Uno degli aspetti più affascinanti di queste danze, cariche di significati simbolici, risiede nella loro capacità di offrire a tutti i partecipanti una dimensione intima e conviviale. Questo percorso si svilupperà attraversando i rituali di danza legati alla musica come terapia, passando dal simbolismo animale del tarantismo fino agli stili contemporanei della pizzica-pizzica (Salento), per poi approdare al nord della Puglia, alla riscoperta della tarantella di Carpino (Gargano). Infine dare uno sguardo alla tammurriata dei paesi vesuviani, il famoso “ballo sul tamburo”.
La prima fase del workshop sarà incentrata sul ritmo, quindi verranno analizzate le diverse figurazione ritmiche che variano da regione a regione, avendo uno sguardo più approfondito sulla Puglia. Verranno messi in pratica i rudimenti del ballo: i passi, le posture, la dinamica della danza, la coreografia, l’uso del fazzoletto e delle nacchere analizzando le dinamiche di coppia (ruolo della figura femminile e di quella maschile).
La riscoperta dei ritmi e delle melodie, della gestualità e dei passi che raccontano di una terra antichissima, dove gli opposti danzano da sempre insieme. Al ritmo dei caratteristici tamburi, infatti, gli allievi si incontrano e si scontrano come fanno il mare e la terra, il sacro e il profano, la compassione e la ferocia. Oltre ad insegnare i principali passi di danza, la postura, le coreografie e l’uso delle nacchere, il corso di danze popolari tocca anche tematiche legate all’antropologia del tarantismo, in modo da fornire un vasto bagaglio di conoscenze che consenta ai partecipanti di calarsi con il corpo, la mente e l’anima nel suggestivo mondo delle danze popolari del meridione d’Italia.
Quota: 70€ pacchetto completo, 2 giorni
Termine ultimo per la candidatura: 20 dicembre 2026
Tramite bonifico o PayPal, con anche la possibilità di suddividerlo in comode rate.
Per informazioni sugli sconti riservati ai nostri enti partner, contatta: info@hsshub.com
Nasce nell’Ottobre del 1986. Originaria di Monte Sant’Angelo, un piccolo paese sul Gargano, promontorio ricco di antiche tradizioni popolari. A Bologna consegue la laurea in Sociologia della Comunicazione presso l’Alma Mater Studiorum. Decisivo è stato l’incontro con Eugenio Bennato che la riporta, attraverso la sua innovazione, ai suoni della sua terra. Collabora con il musicista napoletano prestando la sua voce nei progetti discografici come Sponda Sud (2007), Grande Sud (2008) e Questione Meridionale (2011).

Lo accompagna nelle maggiori tourneè in Italia e all’estero: (Angola, Mozambico, Corea del Sud Thailandia, America del Sud, Libano, Giordania), nei Festival Italiani (Sanremo, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Notte della Taranta, Primo Maggio di Roma, Carpino Folk Festival , Kaulonia Tarantella Festival). Scopre la sua passione per il teatro, partecipa a spettacoli con Salvatore Cantalupo in “Titanic The End” e con Francesco Saponaro in “Occhi gettati” prodotti da Teatri Uniti, produzione partenopea di Toni Servillo. Studia nel laboratorio permanente di Carlo Cerciello.
Ha tenuto stage sulla tarantella del Gargano e sulla pizzica salentina in Italia, ma soprattutto all’estero: da Manila a Bangkok, da Innsbruck a Madrid. Attualmente continua le sua collaborazione con Taranta Power e contemporaneamente continua a perfezionarsi come attrice.


Tempo, Spazio, Forma e Movimento Perpetuo sono gli strumenti necessari per creare un linguaggio grafico e poetico. Bisogna essere in contatto con il mondo, consapevoli delle sue sofferenze, studiare le arti, la musica e la poesia, essere aperti agli altri: tutte queste esperienze ispireranno il tuo modo di danzare. Più sarà ricca la tua vita, più sarà ricca la tua danza. Un artista deve avere una sola ossessione nella vita: toccare l’anima delle persone e rivelare la parte di poesia che è in ognuna di loro. Questa ricerca dell’invisibile ti aiuterà a elevarti. Noi danzatori rubiamo attimi di grazia all’universo.
Carolyn Carlson

Il corso di formazione per insegnanti di yoga della Forrest Yoga Foundation ha una durata di 26 giorni e comprende 22 giorni di lezioni intensive (pratiche di gruppo) ed esercizi di formazione per insegnanti, un corso di anatomia di 3 giorni e un corso di gestione aziendale di 1 giorno. Questo programma completo ti insegna come diventare un insegnante, un leader e una persona straordinaria.

Un ciclo di appuntamenti sulla fotografia rivolto ad appassionati, neofiti e professionisti alle prime armi, che vogliano indagare come un mezzo tecnico, analogico o digitale che sia, possa tradurre e comunicare un linguaggio estremamente sensoriale.

Un percorso aperto a chiunque, con o senza esperienza, desideri esplorare, giocare e scoprire nuovi modi di percepirsi e muoversi. Questo laboratorio è un invito a tessere un dialogo continuo tra dentro e fuori. L'obiettivo è guardare alla nostra fisicità come a un sistema integrato e dinamico in cui percezione sensoriale, movimento e processi creativi si intrecciano.

Komoco Winter Intensive 2026, il workshop ufficiale della compagnia Komoco della durata di 5 giorni, viene per questa 9ª edizione ospitato da HSS Hub / Polo per le Arti Performative. Nel corso della settimana, i danzatori selezionati avranno l’opportunità di studiare con la coreografa e direttrice artistica di Komoco, Sofia Nappi, e con i danzatori della compagnia.
Vuoi prenotare una sala, proporre un evento o ricevere informazioni sui nostri servizi?
Compila il form e il nostro team ti risponderà al più presto.